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Lettere alla Redazione

Pubbllichiamo questa lettera che è stata spedita alla nostra Presidente da una giovane nipote , piena di dolore ed ammirazione per il  nonno.

Cara Graziella,
innanzitutto grazie di cuore per essere venuta al funerale e per aver detto quelle belle parole sul nonno.
è stato veramente un funerale come lui avrebbe voluto, e vederla lì a parlare su di lui, l'avrà fatto sentire ancora più orgoglioso.
Le mando la foto del nonno, così come mi ha chiesto di fare la mamma; voleva scriverle lei ma poi le ho detto che volevo pensarci io. La scannerizzo così che può metterla sul giornalino; lui è nato il 24 agosto 1924 ad Arezzo, ed è morto il 4 gennaio 2012, sempre ad Arezzo. La foto è quella che abbiamo messo nei manifesti, nei ricordini e nella tomba...quella della festa di agosto 2009 in pineta , alla villa Vasari dove abbiamo fatto la festa per raccogliere fondi per il libretto del nonno( "Semi di lino cotto"), soldi andati all'AIRC come quelli della raccolta del funerale.
Rimaniamo sempre della speranza e della convinzione che con la ricerca possiamo fare grandi cose e sconfiggere malattie anche incurabili come il cancro. In fondo, se ci pensiamo bene, il cancro è come la guerra; i pazienti che vedo e sento ogni giorno, mi parlano di una guerra che loro combattono ogni giorno con un nemico, che può diventare anche conoscente e amico, una battaglia per fermare l'invasore; una guerra spesso ad armi irregolari ed impari, dove il tumore ti attacca da più fronti e spesso non è per un solo colpo che si muore ma per il dolore di più ripetuti colpi....dove le armi a nostra disposizione sono spesso come una bomba lanciata in un formicaio.
Il suo disorso al funerale è stato molto bello e commovente, e insieme ai miei amici scout abbiamo fatto un funerale chè è stato un saluto, un arrivederci al nonno, a Giuseppe che ha insegnato a tutti veramente tanto e fino in fondo ha saputo ringraziare, morendo con la dignità e la serenità di un grande uomo, di un grande soldato che ha fatto tutto e ha dato il massimo, sempre. E io sono serena perchè ho visto lui essere sereno. So che sarà per sempre un grande esempio; come è tornato dalla guerra, così un giorno lo rincontreremo tutti noi, rincontrerà me, sua figlia, sua moglie...e naturalmente anche lei e nuovamente le chiederà se aveva pagato la quota, dandole nuovamente dei soldi; per quell'associazione e quelle finalità che tanto ha amato e perseguito.
Un grazie di cuore a nome della Santina che vuole rimanere in contatto con lei, l'associazione e rimanere attiva.
 
Un caro saluto,
 
Elisa Nesi




 
Egregi Signori
 Come quasi ogni anno, all’inizio di gennaio, ricorrenza dei tragici avvenimenti sul fronte russo del 1942-43, ho ripreso in mano le lettere e i documenti che mio padre scrisse da quel lontano paese prima di scomparire, assieme ad altri 70-80.000 ragazzi italiani.
E’ tanta la sofferenza che provo quando rivedo questi vecchi cimeli e rileggo le lettere di un ragazzo che, sposato da appena sei mesi e con la giovane moglie incinta, è mandato in un paese lontano, così diverso dal nostro, dove si rende conto ogni giorno che passa che il ritorno diventa sempre più difficile.
Ho così scoperto che prima di far parte del II° Btg. del 277° Fanteria della Divisione Vicenza con la quale è andato in Russia, nel 1941-42 era a Silandro (BZ) nel 17° Fanteria Divisione Acqui. Di quel periodo conservo alcune cartoline, il libretto dei canti della Divisione e fotografie da solo e con altri commilitoni (nella foto di gruppo è il terzo da destra) che Vi allego per il vostro archivio.
Allego anche una breve storia delle sue vicende militari che lo hanno portato a disperdersi nella steppa russa.
Un grazie di cuore per l’impegno con il quale tenete vivo il ricordo dei nostri giovani.
Giovanni Duina
via Marche, 9
25062 Concesio (BS)
e mail: g.duina@tin.it
 figlio di
Paolo Duina classe 1914
già appartenente alla I Compagnia Istruzione del 17° Rgt. Fanteria Divisione Acqui poi all’80° Rgt. Fanteria - I Compagnia Reclute infine alla Divisione Vicenza - 277° Rgt  – 2° Btg. – VI Compagnia -  P.M. 156



Per leggere
Storia di una breve vita

Ringraziando Il signor. Giovanni, ci sembra giusto pubblicare quanto ci ha scritto confermando che apriremo un fascicolo dedicato a Paolo Duina da inserire all'Istituto Storico per la Resistenza dei Militari Italiani All'Estero.




25 agosto 2011
la Gloriosa Divisione "Acqui"

Sono il figlio di un, reduce di Corfù, che è miracolosamente riuscito a tornare in Patria con pochissimi commlilitoni. Ho sentito raccontare da mio padre Paolo, fin da bambino, dell'eccidio della Gloriosa Divisione Acqui.

Mi raccontava, (quelle rarissime volte in cui riusciva a parlarne), della vita sull'isola, dei suoi Compagni d'arme, della sua umanità e quella dei Soldati Italiani nel trattare i prigionieri (partigiani greci) e di un episodio, in particolare,  in cui ebbe salva la vita perchè riconoscuito da un capo partigiano che, in prigionia, ricevette le giuste cure da alcuni soldati Italiani,  tra questi mio Padre. Cosa che, invece, non facevano i nazifascisti.
Mi ha raccontato, inoltre, della sua fuga verso Brindisi, di aver subito il mitragliamento in mare da parte di aerei, non si sa se amici o nemici, del loro recupero in mare  da parte, prima di un fatiscente peschereccio greco, poi di una nave da guerra Italiana una nave, raccontava , il cui equipaggio, per nutrirsi , cercava di arpionare i delfini. E fu proprio durante una di queste "Caccie" che la caviglia di mio padre si impigliò nella corda dell'arpione scagliato da un marinaio e trascinato in mare. Mio padre non sapeva nuotare, imparò poi, ma in quella circostanza fu proprio un Delfino che lo tenne a galla in attesa che qualcuno dalla nave gli lanciasse, credo, una cima. L'arrivo a Brindisi e dopo lo sbarco ad Anzio.
Fu tra i primi ad entrare a Roma liberata, mi raccontava, ma non ho capito bene perchè, durante lo sbarco indossava l'uniforme americana. In paese, a Montecompatri, quando riuscì a tornare, la prima persona che trovò, mia cugina Anna Pucci che non lo riconobbe e si spaventò a morte in quanto un soldato americano la stava abbracciando. Si tranquillizzò quando realizzò le insistenti e decise parole di mio Padre "sono Paolo...sono Paolo".
Ho frammenti della sua vita a Roma, del suo impiego a Palazzo Baracchini, mi parlava di un Colonnello , il Colonnello Delfino e del suo "attendende" (non  ricordo il nome), degnissime  persone che gli vollero bene, tanto che si offrirono come testimoni di nozze quando Papà sposò Maria Moscatelli (mia madre)
Ogni anno, e per tutti gli anni della mia vita che sono passati e che passeranno (ho 57 anni) ho mantenuto e manterro' nel mio cuore, saldamente vivi questi ricordi ed in particolare, ho sempre individualmente trasmesso a chi mi è stato e mi è ancora accanto, il ricordo di quell'eccidio infame perpetrato dalla wehrmacht (lo scrivo minuscolo, ma solo in questa circostanza). Ancora...nei tristi ricordi, mi parlava di un suo paesano GUIDO FIORAVANTI di Montecompatri (Roma), meno fortunato di lui. Ho trovato il suo nome in una lapide al Monumento dedicato ai Caduti di Montecompatri "....deceduto... Isole greche..."
Mio padre è venuto a mancare l' 8 marzo 1993, ma durante la sua vita ed in particolare negli anni in cui fu  "colpito" da gravi malattie, non ha mai dimenticato la sua Divisione, di cui era fiero ed orgoglioso di "appartenervi ancora". Per suo espresso volere, mi ha chiesto di parlare, quando io l'avrei ritenuto possibile, dell'eccidio di Cefalonia all sua amata nipote, Valeria mia figlia che ha ora 24 anni e sta servendo la Patria.
L'ho visto, per la prima volta, piangere nel corso di un documentario televisivo intitolato, credo... non ne sono tanto sicuro, "La Divisione Acqui di Cefalonia" . Si! l'ho visto piangere alle parole del giornalista che, in chiusura di programma, commentava l'immagine di un grosso e fumoso incendio, che negli anni sessanta colpi' parte dell'isola,  con le parole degli abitanti che quando si manifestano tali calamità ancora dicono: ..."è la Divisione Acqui che sale in cielo".
Con devozione e rispetto.
dr.Victor Ugo EMILI

Risposta:

Signor Emili buonasera,
Mi scuso per il ritardo con il quale le rispondo ma ho sempre tenuto d’occhio la sua appassionante lettera in attesa di poterle rispondere.
Non c’è niente da dire tranne per il fatto della divisa americana dopo il suo ritorno in patria.
Molti Italiani, soprattutto quelli del 18° fanteria di stanza a Corfù, (forse vi apparteneva anche suo padre) furono aggregati alla V armata americana in qualità di personale di supporto e molte volte per la loro conoscenza del territorio. Pensi che a Bologna (la mia sezione) ho un reduce ancora vivente del 18° rgt. Fnt. Che con la V armata tornò nella zona in cui era nato a terminare il periodo bellico. Egli conserva ancora un encomio di parte americana.
La ringrazio ancora per questa preziosa testimonianza e  le invio i più cordiali saluti.

Orazio Pavignani


10 agosto 2011

Buonasera,
vi scrivo per sapere se è ancora possibile  visitare il luogo dove furono barbaramente uccisi i soldati della Divisione Acqui a Cefalonia, ovvero la Casetta Rossa. Ho letto che il proprietario non lo permette è ancora così?
 Il 27 agosto partirò per quest'isola e vorrei visitare i luoghi che videro protagonisti i soldati italiani:  il museo ad Argostoli e il monumento di Cima Telegrafo. E possibile o ci vuole qualche permesso speciale.
Sono un'appassionata di storia, in particolare di questa parte, spero possiate rispondermi al più presto.
Distinti saluti
Silvia Lombardo 

Risposta

Gentile Silvia,

la invidio un po’ in quanto non riesco, quest’anno, ad andare sull’isola, per cui le auguro buon viaggio è le trasmetto molto volentieri le informazioni che mi ha richiesto.
E’ vero la casetta rossa è di privati, ma quel signore è talmente gentile  (durante la guerra aveva ospitato il tenente Nicola Ruscigno uno dei pochi scampati all’eccidio della casetta rossa) che molte volte ha aperto la sua casa ai visitatori. Ma la casa è stata completamente ricostruita e mantenuta rossa in rispetto a quanto  avvenne quel fatidico 24 settembre 1943. C’è da dire (come avrà certamente letto) che nel cortile di quella casa gli ufficiali, che poi vennero fucilati, furono solamente ammassati per poi essere condotti [...] “a quattro o otto alla volta” [….] in prossimità di fosse naturali (si dice fossero tre) dove i loro corpi, falcidiati dai colpi di fucile, vi cadevano dentro. L’unica fossa rimasta, ed attualmente considerata sito di interesse storico, la troverà circa ottocento metri più avanti della casetta rossa (Capo S. Teodoro) (provenendo da Argostoli) ed è situata a destra, sul ciglio della strada circondata da una rete verde e segnalata da un’apposita targa. Proprio di fronte alla fossa, c’è una strada che, dopo circa 500/600 metri sbuca su Cima Telegrafo dove c’è il nostro monumento. Quando sarà in questo posto, a destra, sulla curva, guardando il monumento, troverà una stradina ghiaiata e dopo averla imboccata, sempre sulla destra, troverà una cappelletta, eretta da un componente della III batteria contraerea del Capitano Arpaia, che essendo formata da molti ufficiali intellettuali, era chiamata la batteria dei filosofi. Se avrà la bontà di guardare all’interno del verde dietro alle sue spalle, guardando la parte frontale della cappelletta, troverà ciò che rimane di una casermetta di quella batteria.
Un altro consiglio che mi permetto di offrirle, è quello di andare al Museo della Acqui, che ritrova ad Argostoli, può chiedere di Bruna De Paula, e magari portarle anche i miei saluti: è una persona molto disponibile che le può dare molte informazioni, ma soprattutto, oltre a visitare il museo e poter leggere tante testimonianze, potrà trovare una pubblicazione: “L’itinerario della Memoria” che la potrà guidare a vedere molti altri posti emblematici dell’Eccidio di Cefalonia, a partire dal campo di Troianata dove fu eseguito il massacro più grande di 631 uomini tra ufficiali e soldati.
Se poi è coinvolta in questa storia potrebbe anche inscriversi alla nostra Associazione per poter dare quel piccolo contributo che ci aiuta a portare avanti il ricorda e la memoria della  ” Divisione Acqui”.. Scusandomi per essere stato prolisso le auguro un buon viaggio e le  ricordo alcune belle spiagge, che meritano di essere visitate e sono:
Mirtos, Antisamos (in quella baia sono state girate molte scene del film “il mandolino del Capitano Corelli”) Petani Beach (nella parte occidentale) XI (a sud di Lixouri – detta "spiaggia rossa" dove ci si può fare i fanghi attingendo la creta dalle pareti della montagna), Aghia Kiriaki (nei pressi di Angona: baia dove sbarcarono i tedeschi).

Il redattore

Orazio Pavignani

Egr. Sig. Pavignani,
la ringrazio molto per la sua sollecita risposta e sono molto contenta delle sue indicazioni, che seguirò alla lettera. Non vedo l'ora di arrivare e spero, che l'isola sia meravigliosa come mi dicono, perchè ho coinvolto mio marito e alcuni amici in questo viaggio e devo essere sincera, l'unica appassionata all'argomento sono io.
Per quanto riguarda l'iscrizione all'Associazione sarebbe certo  cosa a me  gradita, ma vorrei sapere il costo annuale, dato che sono iscritta ad altre associazioni e vorrei seguire anche quella in memoria degli alpini dell'Armir.
Grazie ancora per le sue preziose informazioni e mi rivolgerò senz'altro alla Sig.ra De Paula.
Ma il Museo ha degli orari specifici?
A presto Silvia Lombardo

Risposta

Gentile Silvia,

mi spiace risponderle solo ora, ma solo ora (date le ferie) ho trovato la sua mail.
In questo momento Lei sarà già a Cefalonia e in parte avrà già fatto quello che le avevo consigliato e avrà già scoperto molte cose dell'isola.
Le modalità per iscriversi alla nostra Associazione le trova sul nostro sito nella pagina iniziale, ma le comunico fin da ora che la stessa costa 15.00 euro annuali.
Attendo, se lo vorrà, un piccolo resoconto del suo viaggio che sicuramente non l'avrà delusa.
Cordiali saluti

Orazio Pavignani


02 giugno 2011

Ricerca soldato disperso

Salve mi chiamo Foriglio Giuseppe Francesco,
da poco ho ritrovato il Foglio Matricolare di mio nonno Furiglio Giuseppe dichiarato disperso 8.9.1943 in Grecia.
Domanda:
  1.  Mio nonno faceva parte della Divisione Acqui?
  2. Dove posso trovare più informazioni sulla sua vita da soldato?
Nato il  26.7.1921 a Cinquefrondi  (R.C.)
Cordialmente
Foriglio


Gentile signor Foriglio,
da quello che si evince dal foglio matricolare di suo nonno si può affermare con certezza che egli faceva parte della Divisione Acqui.
Posso confermarle con altrettanta certezza che era nell’isola di Cefalonia. Il fatto che il foglio matricolare lo assegni alla 9ª compagnia non ci dice purtroppo molto poiché non sappiamo di fatto di quale battaglione si trattasse. Per cercare di immaginare una sua collocazione in quello scenario di guerra le posso fornire solo delle informazioni generali sul 317° reggimento fanteria: era formato da tre battaglioni – il 1° era di presidio nella parte nord orientale dell’isola e la sua 3ª compagnia dislocata a Itaca; a combattimenti iniziati questo battaglione fu richiamato a combattere nella parte nord occidentale dell’isola nel tentativo di riprendere il nodo cruciale di Kardacata. Il 2° era di riserva a Minies nella parte sud occidentale (zona aeroporto) fu richiamato per lo stesso scopo del 1° ma non riuscì ad intervenire poiché venne anticipato dai tedeschi e fu catturato senza combattere;
il 3° era di presidio nella città di Kardacata e fu il battaglione del 317° che ebbe i maggiori scontri con i tedeschi.
Il nome di suo nonno è comunque riportato anche nel libro “Onore ai caduti” insieme a quello di altri 3800 sodati morti per la Divisione Acqui.
La data riportata 8/9/1943 è una data inesatta in quanto in quella giornata non successe nulla sull’isola e nessuno morì.  La collocazione Grecia è una collocazione molto generica.
Queste due caratteristiche dimostrano che il nonno è dato per morto, ma senza altre informazioni, come per altro succede per molti soldati della Acqui.
Rimanendo a sua disposizione per altri chiarimenti e nella speranza di esserle stato utile la saluto cordialmente
 
 Orazio Pavignani

Gentilissimo Signor Pavignani,
non può immaginare la gioia che mi ha regalato nel comunicarmi queste informazioni!
Riguardo la differenza di cognome tra mio nonno Furiglio e il mio e di mio padre Foriglio è dovuto all'usanza di espressione indialettale del paese e del personale del Comune anche essi non esperti nella lingua italiana.
Ancora qualche domanda se si può...
Quando e da  dove sono partiti con la nave?
Sull'uniforme di mio nonno si intravede una decorazione....era un graduato o altro?
Si può richiedere una pergamena con tutti i dati sia di mio nonno e del 317° reggimento Fanteria Acqui, per allegarla alla sua foto?
Spero di non chiedere troppo....
Se mi permette un abbraccio e grazie mille per il Vostro contributo!
 Giuseppe Francesco Foriglio

Risposta
Gentile signor Foriglio,
la maggior parte dei soldati del 317° fanteria, partì dal porto di Bari del marzo del 1942, ma ho diverse testimonianze da parte di fanti dello stesso reggimento che sono arrivati nell’isola attraverso viaggi in treno. Come si evince dalla nota storica allegata, questo reggimento era formato da molti richiamati della classe ’17 (mio padre) e le leve del ’21 e 22.
Il fatto che il nonno fosse della leva 1921 ci fa pensare che i nastrini che sono sulla sua divisa non possono essere decorazioni, e forse possono essere il segno di una possibile qualifica. Il nonno non era un graduato ma era un soldato semplice.  Per la pergamena non so cosa dirle, ne parlerò nella prossima giunta Nazionale.  
Ringraziandola per le belle parole ricambio l’abbraccio e le invio i più cordiali saluti.
Orazio Pavignani
 
Domanda: sul foglio matricolare del nonno c'è scritto 9° Compagnia P.M. 2 Grecia  (P.M.2) che significa?
Un abbraccio
 Giuseppe

Risposta

P.M.2 significa Posta Militare 2 e cioè il codice che indicava l’ufficio postale situato a Cefalonia in quel periodo. Questa codifica permetteva di individuare facilmente, agli addetti ai lavori, la provenienza della corrispondenza.
Per maggiori informazioni sulle caratteristiche della Posta Militare può far riferimento a mio nome a questo indirizzo mail:rcapuano@tetu.it
  Grazie per l’interessamento e cordiali saluti.
  Orazio Pavignani



      

18 aprile 2011

Salve sono il figlio di un reduce della divisione acqui volevo sapere se è possibile trovare una medaglia con relativo nastro della divisione.
Grazie per la risposta.
Davide

Risposta

Caro Davide,
delle medaglie della divisione acqui ce ne sono tante e di diversi tipi. Sono quasi tutte commemorative e non è facile trovarle. Un consiglio che ti do è quella di salvare una ricerca specifica su Ebay dove io stesso ne ho trovate tante, aste permettendo naturalmente.
Ciao
Orazio pavignani


10 aprile 2011

Salve,
scusatemi per il disturbo.
mi chiamo francesco distefano. Sto cercando di recuperare informazioni su un caduto dell'eccidio di Cefalonia, qualora fosse possibile. Era il fratello di mio nonno. Il suo nome era Biagio Bini.
Saprebbe indicarmi dove posso trovare informazioni. O a chi chiedere, eventualmente?
vorrei poter raccontare a mio nonno di suo fratello
grazie mille
francesco distefano
risposta

Nessun disturbo
trovare le informazioni non sarà facile. Cercheremo comunque di trovarle e le faremo sapere.
Lei intanto può richiedere il foglio matricolare all'Archivio di Stato della provincia del distretto militare dello zio.
grazie, chiederò al distretto militare, anche se non penso che si saprà molto, poiché, ufficialmente disperso in guerra, verre riconosciuto come "caduto in guerra" solo dopo 10 anni.Il tutto, solo grazie alla testimonianza di un reduce della Acqui che ricordò di averlo visto l'ultima volta correre verso il fronte dei combattimenti carico di munizioni, mentre lui cercava salvezza.
vi sarei immensamente grato se riusciste a fornirmi altre informazioni.

ancora grazie mille
francesco

Risposta

Caro Francesco,
le allego un pdf del fascicolo “ onore ai Caduti” nel quale, a pag. 22, 5ª riga della prima colonna a sinistra, risulta il nome dello zio.
A meno che non si tratti di un omonimo, ma non credo, Bini Biagio nato a Comiso il 20/7/1920 apparteneva al 317° reggimento fanteria ed è descritto come disperso in combattimento a Cefalonia il 23 settembre 1943.
La descrizione concorda con quanto affermato del reduce della Acqui che lei menziona, poiché quasi tutto l’elenco che le invio è stato redatto sfruttando le testimonianze ed i ricordi dei superstiti.
Se per caso lei avesse una fotografia dello stesso le saremmo gradi se ce la facesse avere, per poter, con la stessa creare un fascicolo a nome Biagio Bini da mettere nel nostro istituto storico di Arezzo.

Probabilmente apparteneva o al I° battaglione, che era di presidio nella parte nord orientale dell’isola ma che fu richiamato a combattere presso il ponte Kimoniko nel tentativo di riprendere quella posizione, o al III° battaglione che presidiava il villaggio di Kardakata e che ebbe aspri scontri con i tedeschi, dal momento che fu prima richiamato verso Argostoli per difendere il comando di divisione, ma che fu poi mandato di nuovo verso nord per riconquistare l’importante nodo di Kadakata e fu protagonista di combattimenti nei pressi del villaggio di Pharsa. Difficilmente poteva appartenere al secondo battaglione in quanto quest’ultimo non potè nemmeno combattere essendo in un primo momento tenuto di riserva nella zona a su di Argostoli se non con qualche reparto e quando fu chiamato all’azione venne catturato in larga parte, dai tedeschi che avevano previsto e anticipato la loro mossa tattica.
E’ chiaro che quanto le scrivo è frutto di deduzioni generali seguendo il percorso dei vari battaglioni del 317° fanteria, ma penso che questo caduto sia verosimilmente  così collocato nella tragedia di Cefalonia
Cordiali saluti

Orazio Pavignani


02 dicembre 2010

Richiesta informazioni

Buongiorno, mi chiamo Daniele Riavini, recentemente a seguito della scomparsa della mia nonna abbiamo rinvenuto la foto che allego alla presente e-mail. Nella foto è ritratto il fratello di mia nonna Silvio Zambon e sul retro viene riportata la data del 22-2-1942 e dovrebbe essere stata scattata a Cefalonia.
Lo zio Silvio ebbe la fortuna di scampare all'eccidio e per quanto ne sappiamo si era 
unito alla resistenza greca.Vi invio anche la scansione della parte posteriore ove si fa riferimento anche all'ufficiale. Conoscendo i tristi eventi accaduti a Cefalonia a seguito dell'8 settembre del 1943 ho ritenuto giusto inviarvene copia, non so se sia possibile rintracciare le famiglie degli altri uomini raffigurati per farne avere una copia. Complimentandomi con la vostra associazione per mantenere vivo il ricordo, vi porgo distinti saluti.
Daniele Riavini

Risposta:

Gentile signor Riavini,
la ringrazio vivamente del prezioso documento che ha voluto inviarci. La ringrazio anche delle belle parole espresse che gratificano ulteriormente il nostro lavoro per l’associazione. Mi scuso per come ha trovato il nostro sito che al momento è un po’ in disordine, ma sto lavorando per metterlo a posto.
In quanto allo zio, posso dirle che dalla foto non si traggono dei riferimenti sicuri sul luogo dello scatto, ma dalla data si possono pensare un paio di cose: fermo restando la sicura appartenenza alla fanteria (insegne sulle bustine), se fosse aggregato al 17° regg. potrebbe essere Cefalonia, in quanto questo reggimento era già sull’isola. Se invece era nel 317° regg. potrebbe trattarsi anche dell’isola di Zante, in quanto il 317° era di stanza su quest’isola prima di trasferirsi a Cefalonia.

Sarebbero per noi utili due cose:
a)    
avere i dati dello zio, e cioè data di nascita comune della stessa e provincia del distretto militare;
b)   
dovrebbe cortesemente indicarci quale sodato del gruppo sia Silvio.
Queste notizie ci darebbero l’opportunità di richiedere il suo foglio matricolare all’archivio di stato della sua provincia di appartenenza e ci consentirebbero di aprire un fascicolo da inserire nel nostro istituto storico ubicato presso la facoltà di lettere e filosofia dell’università di Arezzo.

Ringraziandola per la gentilissima collaborazione le invio i più cordiali saluti.
Il responsabile di Redazione

Orazio Pavignani


21 gennaio 2011

Richiesta informazioni

Sono Patrizia Bernardini e abito a Calci un paesino vicino Pisa, ho sempre sentito parlare in famiglia di un cugino di mio padre morto in giovane età senza mai saperne di più. Una mia collega di lavoro e amica, l'estate scorsa è andata in vacanza a Cefalonia e ha voluto conoscerne la storia, se ne è appassionata e così sono venuta a conoscenza dell'eccidio di Cefalonia. In seguito, parlando con una mia cugina più grande di me, ( sarà stato un caso ma eravamo a Madjugorie) di questa passione della mia amica, mi ha detto che Coraggio Bernardini quel parente morto giovane era morto lì , proprio a Cefalonia. Ho sentito il bisogno di scrivervi perchè, se possibile, vorrei sapere di più su di lui, non so se ci sono ancora documenti lettere ecc..non recapitate alle famiglie. Vorrei riapropriarmi di questo pezzo di famiglia come per accoglierlo tra noi, per non dimenticare. E' stato per troppo tempo ignorato. Nel frattempo mi studio la storia.
Ringraziando in anticipo porgo distinti saluti
Patrizia Bernardini

Gentile Patrizia,

rispetto a quanto le risposi a suo tempo circa la richiesta di informazioni, le invio in allegato la copia di una dichiarazione, purtroppo non firmata, ma che parla del 317° reggimento fanteria 1° battaglione. In questo documento si fa il nome del S.ten. Coraggio Bernardini, ufficiale di amministrazione fucilato a S. Teodoro (casetta Rossa) come ufficiale che voleva combattere contro i tedeschi. Non sarà molto ma intanto è già qualcosa.
A sua disposizione le porgo i più cordiali saluti.                

Orazio Pavignani